Per risalire agli albori del Gruppo Alpinistico, nato da una grande idea dell'allora capobrigata Augusto Chicherio (Kik) e dall'entusiasmo di alcuni animatori appassionati di montagna, occorre fare un passo indietro di una trentina di anni. La prima circolare, inviata nel gennaio del 1981 a tutti gli attivi che avevano raggiunto il quindicesimo anno di età, spiegava: "...Scopo del gruppo è quello di facilitare agli scout il contatto con la montagna e permettere loro di acquistare tutte quelle tecniche necessarie per essere dei buoni alpinisti. Quindi il programma di attività comprenderà istruzioni tecniche su roccia e su ghiaccio, istruirà su come affrontare con la necessaria prudenza i pericoli della montagna (clima, valanghe, cadute di sassi, ecc.) e, perché no?, insegnerà a conoscere la flora e la fauna delle nostre Alpi.
I primi soccorsi e l'orientamento in montagna completeranno l'attività del gruppo che vuole essere di complemento all'attività scout per tutti quei giovani che si sentono attratti dalla montagna. ...".
Anche con le migliori intenzioni, non sarebbe stato facile mettere in atto un programma così variegato e ambizioso. Ci si era presto resi conto, e non poteva essere altrimenti, che il ricambio e la partenza dei giovani in età erano e sono troppo marcati per poter dare al G.A. un'immagine di continuità a livello di preparazione tecnica dei singoli.
Sabato 14 febbraio 1981 è la data della costituzione ufficiale del Gruppo Alpinistico dell'allora AGET Locarno e del Comitato fondatore facevano parte il già citato Augusto Chicherio, Mauro Bazzi, Nico Chianese, Alessandro Togni, Marco Togni, Angela Salmina, Marusca Donati, Claudio Pellanda e Armando Albisetti.
Bisognerà attendere il lungo fine-settimana dal 27 al 29 giugno, festività dei SS Pietro e Paolo, per poter svolgere la prima uscita in programma a cavallo tra la Valle Bedretto e il Canton Uri. La pioggia e una nevicata in quota impedirono di poter raggiungere le vette del Pizzo Rotondo e del Pizzo Lucendro ma le belle serate trascorse alla Capanna Piansecco e soprattutto alla Rotondo-Hütte contribuirono a lanciare in maniera positiva lo spirito del Gruppo. In agosto seguirono poi il Blinnenhorn, primo "tremila" per buona parte dei partecipanti, e l'Adula, tetto delle montagne ticinesi. Ai primi di settembre fu la volta del Basòdino, con un indimenticabile bivacco in tenda sul ghiacciaio, e alla fine di novembre si concluse con un'uscita fuori programma ai Denti della Vecchia per dare la possibilità ai neofiti di poter arrampicare su roccia.
Interessante sottolineare che all'inizio dell'estate del 1982 ci fu la possibilità, sfruttata da un paio di agetini, di partecipare ai quattro giorni del corso di roccia e ghiaccio degli OG del CAS Locarno in Vallese. In agosto seguì la storica uscita al Monte Rosa, con pernottamento ai 4559 m della notissima Capanna Regina Margherita, il più alto edificio d'Europa. Per gran parte dei partecipanti quella gita rappresentò l'agognato battesimo dei "quattromila".
Nel 1983 il timone del Gruppo passò dalle mani di Kik a quelle di Nico Chianese (Primulo) e i programmi annuali delle gite continuarono a essere interessanti e variati.
Spiccano, fino al 1988, due uscite sul massiccio del Monte Bianco, un'altra sul Monte Rosa e poi le Dolomiti del Brenta, il Piz Palü, il Piz Morteratsch, l'Allalinhorn e il Sustenhorn, montagne molto conosciute da tutti gli alpinisti.
Non bisogna scordare le diverse escursioni svolte in Ticino e il grande successo dei tre giorni in canoa nel Parco Nazionale dell'Ardèche, in Francia.
Dopo un anno di pausa, nel 1990 la conduzione del G.A. passò in mano ad Andrea Canevascini (Brontolo) che introdusse, almeno nei primi anni della sua gestione, la tradizione del "4000" annuale.
Fino al 2000, ultimo anno di attività del primo Gruppo Alpinistico, le salite più interessanti furono quelle al Chüebodenhorn, alla Weissmies, allo Strahlhorn, al Piz Medel, al Breithorn, all'Oberaarhorn, al Castor, al Monte Disgrazia, al Gran Paradiso e un'altra volta al Monte Rosa.
La fine del Gruppo, decisa a malincuore da Brontolo, fu la conseguenza di un crescente disinteresse da parte degli animatori. Tutte le persone che a suo tempo lo avevano fondato non indossavano più la divisa scout da diversi anni e, per coloro che nel frattempo avevano messo su famiglia, le priorità erano ovviamente altre.
La montagna, soprattutto quella sopra i tremila metri, non è certamente un luogo privo di pericoli e insidie legati al tipo di terreno (roccia, neve e ghiaccio) e alle bizze della meteo. In tal senso occorre rimarcare che, nei primi vent'anni di attività, nessun tipo d'incidente ha visto come protagonisti i partecipanti alle numerose escursioni proposte dal Gruppo.